W la Grecia e lo Tzatziki!!

Lo tzatziki è una salsa tipica greca che in casa nostra adoriamo.
E’ fantastica abbinata agli arrosti, sia di pesce che di carne.
Con la carne d’agnello è poi perfetta perché equilibria con la sua freschezza
l’untuosità tipica di questo tipo di carne.
La tradizione gastronomica ellenica è ricca di salse e intingoli che insaporiscono gli alimenti e rendono più gustose le pietanze. In particolare la salsa tzatziki viene usata come condimento nella tipica “pita con Gyros”.
Il nome deriva dalla parola turca “cacik”. Le origini di questo intingolo si perdono nei secoli e nelle tradizioni degli antichi greci che, secondo la leggenda, per rinfrescarsi durante le giornate calde, usavano mescolare in un vaso dello yogurt con aglio acqua e pane e pare che avesse proprietà rinfrescanti. Da qui sarebbe derivata la salsa Tzatziki.

Preparando questa salsa mi veniva in mente come sarebbe stato strano per i miei nonni o bisnonni un pranzo incentrato su un piatto straniero. Oggi ci sembra normale pranzare o cenare con kebab, cous cous, preparare hummus, tzatziki, baba ganoush, pranzare al volo con un hamburger (no fast food please!!), preparare un aromatico curry, un pollo tikka masala, un involtino primavera, una riso alla cantonese, e il sushi ce lo dimentichiamo? Per i miei nonni ed i miei bisnonni?
Sarebbe stato quanto meno strano … Nel sentirmi nominare una di queste pietanze avrebbero probabilmente pensato alla disartria (disturbo nell’articolare bene le parole) e corso a cercare un medico per curarmi!!!
Oggi non è più così, sarà la globalizzazione, il mondo che ti entra in casa con la tv ed internet, le maggiori possibilità di viaggiare che abbiamo … non so, fatto sta che penso che la cucina sia un ottimo modo per conoscere ed apprezzare gli altri (quegli “stranieri” di cui tanti hanno paura). Sedersi al tavolo a condividere pietanze di origine “esotica” ti predispone meglio all’accoglienza e all’accettazione …
Davanti ad un ottimo riso alla cantonese o ad un cous cous fatto con i fiocchi non mi verrebbe mai in mente di dare appellativi come “musi gialli” o “orango” a chi ha avuto la maestria di saper creare tali meraviglie …     (vedi che fine ha fatto Bressan dopo quelle assurde dichiarazioni, fatte secondo me, dopo essere caduto in una botte del suo vino!!)
Ma sarà che di imbecilli di tal fatta ne è purtroppo pieno il mondo, ed in Italia ce ne son anche troppi …
Torniamo allo tzatziki, scusate tutte ste chiacchiere, ora arriva la ricetta!!!

Ingredienti:

1 kg di yogurt greco o comunque yogurt intero
2 cetrioli
2 spicchi d’aglio
1 mazzetto di aneto
sale q.b.
olio d’oliva extra vergine

Lo tzatziki ha tempi di preparazione un pò lunghi, nel senso che i due ingredienti principali
hanno bisogno di essere preparati il giorno prima di essere assemblati.
Grattugiamo il cetriolo e mettiamolo in un panno di tela, con una ciotola al di sotto a perdere acqua in frigo.
Mettiamo allo stesso modo anche lo yogurt a perdere acqua.
Diventeranno entrambi così.

Strizzate bene i teli, perchè entrambi gli ingredienti perderanno ancora acqua.
Ora è il momento di assemblare lo tzatziki.
Unire gli ingredienti in una ciotola, spezzettateci l’aneto, grattugiate l’aglio,
salate a vostro gusto e aggiungete abbondante olio.
Conservatelo in frigo, il giorno dopo è ancora più buono!!!
Applicate in dosi generose sul pane e non ve ne pentirete 🙂

Ve l’avevo accennato che con i gamberi grigliati è una meraviglia?

* girovagando per l’infinito web alla ricerca delle altre ricette dello tzatziki ho trovato che molti non mettono l’aneto ma usano il succo di limone. Nello tzatziki originale mi è stato assicurato che l’aneto è essenziale, specifico che è un’erbetta che nel mangiarla vi lascia un vago sentore di limone al palato.
Credo sia per questo motivo che in molte delle ricette viste in giro tra gli ingredienti compaia il succo di limone al posto dell’aneto. E’ molto più facile da trovare nei nostri negozi!!! Sentitevi quindi liberi di sostituire all’aneto il succo di limone se proprio non trovate il primo quando fate la spesa 😉 ma andateci piano. L’aneto infatti ricorda semplicemente la freschezza del limone ma non ha tutta quella carica acida che invece ha il secondo.

Rosa

“La cucina è una bricconcella; spesso e volentieri fa disperare, ma dà anche piacere, perché quelle volte che riuscite o che avete superata una difficoltà, provate compiacimento e cantate vittoria”
                                          Pellegrino Artusi