La pastiera napoletana

La pastiera napoletana
04 Apr 2015

Non c’è Pasqua in Campania che non veda sulle tavole la pastiera napoletana.

E’ indubbiamente il dolce principe di questa festa, altamente simbolico come le altre

preparazioni sia dolci che salate di questa festività.

L’origine di questo dolce si perde nella notte dei tempi e sembra provenire da antichi culti pagani per celebrare l’arrivo della primavera.
La leggenda arrivata fino a noi narra della sirena Partenope che aveva scelto come dimora il bellissimo golfo di Napoli e cantava dolcissime canzoni. La popolazione per ringraziarla di tale onore le portò dei doni, per l’esattezza sette, ognuno dei quali aveva un significato diverso:

– la farina, simbolo di ricchezza,
– la ricotta, simbolo di abbondanza,
– le uova, simbolo di fecondità,
– il grano cotto nel latte, simbolo della fusione del regno animale e di quello vegetale,
– i fiori d’arancio, profumo della terra campana,
– le spezie, omaggio di tutti i popoli
– lo zucchero per acclamare la dolcezza del canto della sirena.

La sirena gradì i doni, ma nel raccoglierli, vuoi per magia o perché era un’insospettabile brava pasticciera, li mescolò in un amalgama che le lasciò tra le mani la prima pastiera.
La tradizione vuole che la pastiera napoletana si prepari il Giovedì Santo anche perché è un dolce che invecchiando migliora, deve anzi assolutamente riposare, ma lontano dal frigo che altrimenti lo rovinerebbe. Così e fino a dieci giorni da quando l’avrete sfornata mangerete un dolce sempre più buono ed aromatico.

La pastiera napoletana

 

Ma la regina di tutti i dolci, anch’essa nata nella pace dei chiostri, è la pastiera. La sua origine è antichissima e proviene da culti pagani per celebrare l’arrivo della primavera; introdotta poi nell’atmosfera mistica della resurrezione di Cristo, è divenuta messaggio di pace e di grazia sulla mensa pasquale. Le suore ne confezionavano un gran numero per le dimore patrizie e della ricca borghesia; quando i servitori andavano a ritirarle per conto dei loro padroni, dalla porta del convento che una monaca odorosa di millefiori apriva con circospezione, fuoriusciva una scia di profumo che s’insinuava nei vicoli intorno e, spandendosi nei bassi, dava consolazione alla povera gente per la quale quell’aroma paradisiaco era la testimonianza della presenza del Signore.

Loredana Limone

 

 

La pastiera napoletana
Recipe Type: Dolci
Cuisine: Cucina Regionale
Author: Rosa D’Anna
Ingredients
  • Per una Pastiera Napoletana di 30 cm di diametro
  • Per la pasta frolla:
  • 3 uova intere
  • 500 gr di farina
  • 250 gr di zucchero
  • 200 gr di strutto o 250 gr di burro
  • Per il ripieno:
  • 700 gr di ricotta (tradizionalmente di pecora, quest’anno ho usato quella di bufala)
  • 500 gr di zucchero
  • 350 gr di grano cotto
  • 80 gr di cedro candito
  • 80 gr di arancia candita
  • 150 ml di latte
  • 30 gr di burro o strutto
  • 6 uova intere + 2 tuorli
  • 3 cucchiai d’acqua di mille fiori
  • 2 cucchiai di acqua di fiori d’arancio
  • 1 limone ( la scorzetta grattugiata)
Instructions
  1. La prima cosa da fare è scegliere se volete cuocere voi il grano o prendere quello già pronto in vendita. Se scegliete la prima alternativa comprate del grano a chicchi, preferibilmente tenero. Lasciatelo in una ciotola per 3 giorni e ricordatevi di cambiare l’acqua due volte al giorno, al mattino e alla sera. Poi scolatelo e sciacquatelo con acqua corrente e, quando è ben pulito, mettetelo a cuocere. Per 500 gr. di grano è sufficiente una pentola con 5 litri d’acqua, a fiamma alta fino alla bollitura. Abbassate quindi la fiamma e continuate la cottura per circa un’ora e mezza senza mai girarlo.
  2. Preparate la pasta frolla mescolando tutti gli ingredienti, formate una palla d’impasto e lasciatela riposare in frigo per almeno 2 ore. Versate in una pentola il grano cotto, il latte, il burro e la scorza grattugiata di 1 limone; lasciate cuocere per circa 10 minuti mescolando spesso finché diventi il tutto cremoso. Fate raffreddare bene.
  3. A parte frullate la ricotta, lo zucchero, 6 uova intere più 2 tuorli e gli aromi. Lavorate il tutto fino a rendere l’impasto liscio e omogeneo. Aggiungete una grattata di buccia di un limone e i canditi tagliati a dadini. Amalgamate il tutto con il grano. Prendete la pasta frolla e distendete l’impasto allo spessore di circa 1/2 cm con il mattarello e rivestite la teglia precedentemente imburrata, ritagliate la parte eccedente, ristendetela e ricavatene delle strisce.
  4. Versate il ripieno nella teglia e decorate con le strisce di pasta frolla formando una grata. Infornate a 180 gradi per un’ora e mezzo fino a che la pastiera non avrà preso un colore ambrato scuro.

 

La pastiera napoletana

Bene amiche e amici lettori, non mi resta che farvi i miei migliori auguri di buona Pasqua. Mangiate il giusto, mangiate bene e siate felici insieme a coloro con i quali deciderete di passare queste feste.

Oltre che della pastiera vi lascio una foto di un dolce semplicissimo, del quale spero di riuscire a trovare una ricetta affidabile e che tenterò (spero) di riprodurre in un forno elettrico. Fa parte della tradizione irpina e sulla tavola di casa mia non può mancare a Pasqua. Insomma, vi lascio la foto dei Taralli dolci serinesi … Alla prossima!

Tarallo dolce

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cookinginrosa

Ciao, sono Rosa. Cuoca appassionata, approdo nel web con Cooking in Rosa; il blog creato nel 2013 per condividere le ricette più riuscite e impararne di nuove.

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