Può un alimento, un prodotto essere definito come identitario di un’intero popolo?

Sembra di si, almeno per noi italiani. Immaginate questo lunghissimo spaghetto che collega il nord con il sud, passando per il centro e, attraverso il mare, anche le isole. Gli italiani stanno alla pasta come i tedeschi ai wurstel. Eppure la pasta prima del boom degli anni cinquanta era cosa prettamente una cosa del sud e di sicuro di industrie non ce n’era neanche l’ombra. Eh, si!! Una cosa del sud ed in particolare della Campania. Ad ogni formato un sugo. Insomma, prima che si dicesse che il cane assomiglia al padrone da noi si diceva dimmi che tipo di pasta ti piace e so dirti chi sei!!

Ora, non so se sia proprio vero ma, mi diverte molto pensarlo.

A quest’immagine dell’italiano mangia maccheroni hanno contribuito in tanti. Faccio due nomi a caso: Alberto Sordi e Totò.

Il primo che diviso tra il desiderio di cambiare e quello altrettanto forte di non perdere le proprie radici “soccombe” alla sfida lanciatagli dal “maccarone” …

https://www.youtube.com/watch?v=1Y473QZUjto

Ed il principe De Curtis che festeggia la fine di un periodo di fame e miseria mangiando gli spaghetti in piedi sul tavolo, prendendoli con le mani e ficcandoseli in bocca e nelle tasche (non sia mai che il giorno dopo ritorni la povertà).

E fu così che pasta dalle tavole dei poveri contadini del sud migrò con loro al nord e lontano dal nostro paese, al di là dell’oceano e divenne il simbolo di un popolo intero.

Tre ingredienti: grano, acqua e sale ma tanta passione, storia, amore e duro lavoro.

Tre ingredienti per una regione, la Campania, che del fare la pasta ne ha fatto un’arte, ne ha fatto il lavoro di tante persone ed il futuro delle loro famiglie.

Per la ricetta di oggi uso la pasta di Salerno, la pasta del Pastificio Amato che torna dopo un periodo buio ormai (finalmente) lontano, sulle nostre tavole e per di più, con un nuovo vestito.

La ricetta è di quelle sciuè sciuè (facili, veloci) che ci vuole più tempo a scriverne che non a farla.

La pasta usata è lo spaghetto (oggetto di culto, amato e riverito), uno spaghetto Amato con aglio, olio, acciughe, pane e peperoncino.

Spaghetto Amato con aglio, olio, acciughe, pane e peperoncino

 

Spaghetto Amato con aglio, olio, acciughe, pane e peperoncino
Recipe Type: Main
Cuisine: Italian
Author: Rosa D’Anna
Ingredients
  • Per 4 persone:
  • 400 gr spaghetti Pastificio Amato
  • 2 spicchi d’aglio tritato finemente
  • 5 acciughe
  • 2 cucchiai di pan grattato
  • 1 scorzetta di limone grattugiata
  • Prezzemolo q.b.
  • Peperoncino q.b.
  • Sale q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
Instructions
  1. Questa ricetta prevede una quantità d’olio abbondante.
  2. Detto questo bisogna portare a bollore l’acqua (salata) per far cuocere la pasta.
  3. Nel frattempo sciogliamo a fiamma dolce le acciughe nell’olio e poi aggiungiamo l’aglio per farlo imbiondire.
  4. Tostiamo il pan grattato in una padella rovente e mettiamolo da parte in una terrina.
  5. Grattugiamo la scorzetta di un limone.
  6. Tritiamo il prezzemolo.
  7. Facciamo bollire la pasta fino a metà cottura, teniamo da parte 3/4 mestoli dell’acqua di cottura.
  8. Scoliamo la pasta e terminiamo la cottura nell’olio aiutandoci con l’acqua di cottura messa da parte.
  9. Aggiungiamo la scorzetta di limone, il prezzemolo ed il peperoncino macinato.
  10. Mettiamo la pasta nei piatti ed usiamo il pangrattato come fosse formaggio grattugiato.

 

Spaghetto Amato con aglio, olio, acciughe, pane e peperoncino

Spaghetto Amato con aglio, olio, acciughe, pane e peperoncino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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